9th MULTIDISCIPLINARY SYMPOSIUM ON CIRCULAR ECONOMY AND URBAN MINING
20-22 MAY 2026 / PROCIDA, Naples, Italy

Workshop - Infrastrutture Urbane in Territori Circolari

ITALIAN SESSION

SESSION E05 / / 21 May 2026 / 11:15 - 12:30
Workshop - Infrastrutture Urbane in Territori Circolari
Chair / Presidente: Anna Attademo, Federica Paragliola, Sara Piccirillo, Marina Rigillo (IT)

La necessità di ideare e proporre iniziative incentrate sull’economia circolare ha ormai acquisito un ruolo centrale nelle politiche dell’Unione Europea. In Italia, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR 2021-206, MISSIONE 2), nel recepire le strategie per la transizione ecologica e digitale (COM/2019/640 final; COM(2020) 98 final), incentiva la sperimentazione di processi socialmente condivisi per l’economia circolare e la mitigazione climatica nelle aree urbane.  Si definisce, così, un contesto di finanziamento della ricerca molto favorevole, che offre margini di azione per nuovi approcci al progetto dello spazio pubblico con un focus sull’innovazione sociale intesa come convergenza di saperi, capacità del fare, consapevolezza di ruoli e responsabilità istituzionali.
Muovendo da tali premesse, la seconda edizione del workshop ha l’obiettivo di finalizzare la discussione sulla possibilità di prototipare processi decisionali finalizzati a realizzare in modo proattivo le condizioni di governance necessarie per favorire la creazione di filiere circolari alla scala locale, generando di opportunità di sviluppo economico e l’implementazione di politiche innovative di welfare. In particolare, si vuole utilizzare il contesto scientifico e culturale del SUM 2026 per portare l’attenzione verso esperienze di co-progettazione funzionali ad implementare una infrastruttura urbana dedicata al riuso e all’upcycling di prodotti scartati ma ancora, tecnicamente, considerati rifiuto.
Il workshop prende avvio dalle ricerche condotte presso il DiARC inerenti la progettazione di un’attrezzatura urbana per la circolarità che risponda ai presupposti di sostenibilità dell’abitare e alle esigenze di servizi e spazi pubblici per la città; un’attrezzatura denominata Circular Urban Hub dedicata ospitare attività di ri-distribuzione, riparazione, rivendita, riuso e upcycling di prodotti volte ad estendere la vita utile di oggetti. Il sistema degli Hub è concepito come una rete di spazi di quartiere in cui convivono attività per l’incontro, l’educazione sociale e il tempo libero, ed attività commerciali destinate alla micro e piccola impresa e finalizzate alla riparazione, redistribuzione, riuso e re-design di particolari tipologie di prodotti (segnatamente quelli del tessile, dell’arredo e del RAE), in accordo con la Direttiva Rifiuti (UE) 2018/851 e con la Direttiva (UE) 2024/1799 che sancisce il diritto alla riparazione dei beni di consumo. L’idea è quella di supportare attivamente la cultura della transizione ecologica e digitale, associando l’attività di raccolta e gestione di prodotti scartati  con pratiche socialmente condivise e accettate, diffuse in modo capillare sul territorio e al contatto diretto con i cittadini: «[…] the future is not […] infrastructure and software as a service, but […] a lot of loosely connected mini-services [that] can be easily assembled like Lego blocks and on top of which you can build agile and resilient applications» (https://pierrelevyblog.com, accessed August 21, 2018). In termini di governance, si tratta di intervenire attraverso l’attivazione di pratiche circolari che intercettano comportamenti quotidiani, facilitando la creazione di diverse condizioni di mercato e di posti di lavoro, ma anche indirizzando la comunità verso azioni di autogestione e di sussidiarietà i cui vantaggi possano essere immediatamente percepiti. Tali interventi operano sia il piano dei flussi materiali che quello delle relazioni sociali, lavorando su una dimensione di scala che, grazie all’uso della rete e delle tecnologie abilitanti, intercetta parimenti la dimensione di vicinato, quella urbana e regionale.